HUMMEL BIRD L’ULTRALEGGERO ULTRACROMATO ESPOSTO A VOLANDIA

 

 

Ultraleggero, ultracromato e autocostruito: è l’Hummel Bird appena esposto a Volandia, il primo dei tanti nuovi arrivi previsti per il 2018. Un monoposto, monomotore, interamente in metallo, costruito da Morry Hummel e prodotto dalla Hummel Aviation di Byran, con un’apertura alare di 6.40 metri e un peso a vuoto di 144 chili.  Un piccolo gioiello, il cui modello esposto, è stato costruito da Giancarlo Cevoli e gentilmente donato a Volandia dalla vedova, Rosanna Bassoli.

Un velivolo sperimentale che, come risulta dai racconti dello stesso Cevoli, pensò di costruire quando diventò pensionato. “Nel 1997 arrivò il momento giusto per pensare alla costruzione di un aereo ultraleggero, ero diventato un pensionato e avevo così tutta la giornata a mia disposizione. Un amico mi diede un catalogo americano che presentava 400 aerei autocostruibili. Iniziai con calma a sfogliarlo, dividendo gli aerei secondo i materiali di costruzione. Tra quelli in alluminio scelsi un piccolo monomotore, ala bassa, così piccolo che poteva essere costruito nel mio box”.

Si tratta infatti di un monoposto di piccole dimensioni che da questo weekend si trova esposto nelle Forme del Volo a Volandia. “E’ il primo nuovo arrivo della stagione 2018 – spiega il vicepresidente di Volandia, Luciano Azzimonti -. La nostra collezione si arricchisce sempre di più e durante tutto l’anno saranno molti altri i nuovi modelli esposti, a dimostrazione di come il nostro Parco e Museo del Volo sia sempre più punto di riferimento per il mondo aeronautico”.

L’Hummel Bird è il frutto del paziente lavoro di Cevoli che studiò con grande precisione i disegni per la costruzione, dopodiché si occupò di reperire il materiale da una ditta americana:  rotoli di lamiera in alluminio di vari spessori, angolari, tubi, rivetti e bulloni


“All’inizio del 2000 – si legge nei racconti dell’epoca di Cevoli – riuscii a recuperare tutto il materiale e anche un piccolo motore. Incominciai a fare le prime dime di legno e a costruire le ordinate, poi con una trave, come falso scheletro, misi in posizione tutte le ordinate che componevano la fusoliera. Passai poi a rivestire con lamiera il tronco di cono della coda e in seguito il tronco centrale successivo e così via, fino alla ordinata parafiamma, predisponendo gli attacchi per il motore. Poi passai ai longheroni dell’ala, ad imbastire le ali, al carrello con le ruote, ad installare il motore ed infine ai particolari delle finiture.


Nel giro di tre anni l’aereo era pronto per fare il volo di collaudo. Durante il periodo della costruzione Cevoli avevo fatto anche un corso per pilota di ultraleggero, prendendo l’attestato e infatti fu lo stesso Cevoli a far volare per la prima volta il suo Hummel Bird.  “Non vi descrivo l’emozione e la gioia di essere lassù nel cielo con un aereo da me costruito, ricordava Cevoli che ha avuto anche la soddisfazione di ricevere il primo premio “Trofeo Caproni”, quale migliore ultraleggero costruito da disegni.

 

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