MB.308

Specifiche Tecniche
Denominazione : MB.308
Tipologia : Aereo turismo
Costruttore : Aeronautica Macchi
Nazione : Italia
Anno di Produzione : 1947
Dimensioni
Lunghezza : 6,52 m
Apertura Alare : 10 m
Altezza : 2,175 m
Superficie Alare : 13,72 m²
Pesi
A Vuoto : 367 kg
Massimo Al Decollo :  600 kg
Propulsione
CNA D.4 da 60 CV
Prestazioni
Velocità Massima : 175 km/h
Autonomia : 450 km
Storia

Il monoplano da turismo e addestramento Macchi MB.308 fu il primo nuovo aereo italiano a volare dopo la seconda guerra mondiale. È un aereo sim- bolo dell’aviazione generale in Italia.
Ermanno Bazzocchi (1914-2005) progettò l’MB.308 partendo dal PM.1 stu- diato al Politecnico di Milano nel 1938-39 con Vittorio Calderini. Quando nell’autunno 1945 succedette a Mario Castoldi (1888-1968) alla direzione tecnica della Macchi, Bazzocchi propose al presidente Paolo Foresio (1900- 1980) di tornare alle costruzioni aeronautiche con il piccolo biposto. Il fatto che l’azienda accettò è indicativa delle difficoltà del momento e della volo- ntà di restare nel settore. Appena gli Alleati sollevarono il divieto di volo, Guido Carestiato (1911-1980) portò in volo il prototipo il 19 gennaio 1947 da Venegono.
Il nuovo aereo aveva struttura interamente in legno, ala alta e il primo car- rello triciclo di serie in Italia. La prima serie ebbe motori italiani CNA D.4, ma sulla serie furono adottati motori americani più diffusi ed economici: prima i Continental da 65 CV, poi quelli da 85 CV. Dieci MB308 furono completati con galleggianti come idrovolanti. La produzione complessiva fu di 182 esemplari, dei quali 46 in Argentina. Il maggior utilizzatore fu l’Aeronautica Militare con 80 esemplari, metà dei quali ceduti all’Aero Club d’Italia dal 1951 per dotarne gli enti federati.
L’I-FABR esposto è il primo MB.308 in assoluto. Fu costruito clandestina- mente nel 1946 e volò il 19 gennaio 1947. L’immatricolazione fu scelta in omaggio a Fabrizio Foresio, primogenito dell’allora presidente dell’Aeronautica Macchi Paolo Foresio (1900-1980). Nel 1956 fu rimotoriz- zato con l’A-65. Concluse la sua vita operativa negli anni Ottanta a Forlì, dove fu recuperato da Aermacchi e restaurato nel 1979-1980. Dieci anni dopo ricevette un CNA. È stato esposto a Venegono fino al 2008, quando è stato prestato al Museo dell’Aeronautica.

Si ringrazia: Alenia Aermacchi.

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